Come migliorare l’erogazione del synchronous e-learning

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La chiave per far sì che l’attenzione resti alta, è l’interattività.

Come migliorare l’erogazione del synchronous e-learning

Nel mondo dell’e-learning abbiamo visto negli anni recenti lo sviluppo di un nuovo strumento, stiamo parlando dell’apprendimento sincrono.

Con questo termine indichiamo quella tipologia di apprendimento che avviene esclusivamente in modalità on-line; le figure principali sono, così come in una lezione classica, il docente e gli allievi.

Le lezioni avvengono con tutti i partecipanti seduti alla loro scrivania, anche se queste possono trovarsi a metri o chilometri di distanza; durante la lezione il docente è l’unico a poter parlare mentre gli allievi ascoltano ed eventualmente utilizzano la chat per comunicare tra loro.

L’introduzione della tecnologia nell’ambito dell’insegnamento ha generato la rivoluzione di questa pratica, permettendo a più persone di incontrarsi senza alzarsi dalla loro scrivania, non più fisicamente, usando le risorse del web e mettere così in piedi delle vere e proprie videolezioni.

Essendo questa tecnica diversa dal classico insegnamento face-to-face ci sono delle differenze che richiedono un approccio diverso. Nell’apprendimento a distanza si perdono alcune caratteristiche tipiche dell’altro approccio. Tra queste la principale è la perdita del controllo che il docente ha sulla classe, ciò ha come causa la mancanza del contatto visivo docente-allievo. In questo modo, il docente non è più un grado di tenere costante l’attenzione degli allievi e di verificare se l’argomento è di interesse o meno.

Questo problema, nel caso delle lezioni sincrone è di più difficile gestione in quanto l’allievo, stando alla propria scrivania, ufficio o a casa, in qualsiasi momento può allontanarsi dal pc, leggere le email o semplicemente distrarsi perché l’argomento non risulta essere di interesse.

Purtroppo non c’è più il compagno che ti aiuta a mantenere alto l’interesse o a stimolarti.

La chiave per far sì che l’attenzione resti alta, è l’interattività. Qui risulta molto importante l’abilità del docente di insegnare e di interagire con gli allievi durante la lezione. Questi ultimi devono perciò essere resi più partecipi della lezione, assegnando degli spazi di confronto utilizzando gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione.

Le tecniche più utilizzate consistono nell’utilizzo di una chat per gli ascoltatori in cui discutere sulla lezione, di pulsanti per mostrare istantaneamente la propria opinione (stile Facebook) e fare delle pause ad intervalli regolari e proporre questionari o sondaggi oppure aprire discussioni relative all’argomento.

Per entrambe le soluzioni i vantaggi sono due, il primo è che si ravviva l’attenzione degli ascoltatori testandone la comprensione della lezione, il secondo è l’ottenimento di un feedback da utilizzare per meglio modellare il corso ed arricchirlo con l’esperienza dei partecipanti.

L’ambiente virtuale di apprendimento deve essere il più dinamico possibile, anche durante la lezione, il docente può porre delle domande brevi Si-No o chiedere se deve parlare più piano/veloce o se spiegare meglio o trascurare certi argomenti. Inoltre, la presenza di slide a schermo per diversi minuti può risultare noiosa dato che l’informazione contenuta è assimilabile in circa 10 – 15 secondi. Dall’altra parte, la lezione non deve essere interrotta da pause a breve distanza tra loro dato che persone realmente interessate ne sarebbero infastidite.

Risulta molto importante, il saper utilizzare gli strumenti dell’interattività facendo attenzione a trovare un equilibrio per avere la certezza che il contenuto informativo sia passato e che la lezione ha tenuto incollati allo schermo i partecipanti.

Essendo questo un ambito professionale, non è solo il docente ad essere in possesso di conoscenza, anche gli allievi hanno il loro bagaglio da condividere. La lezione può quindi continuare dopo quella ufficiale attraverso l’instaurazione di una discussione tra i partecipanti. In questa fase il docente fornisce spunti di dialogo e di autovalutazione motivando i presenti a fornire la loro esperienza e conoscenza, mettendole sul tavolo di discussione, permettendo a tutti di commentarle ed eventualmente correggerle.Gli eventi di apprendimento sincrono sono molto simili alle trasmissioni radiofoniche. In entrambe si ha la diretta, non si ha contatto visivo, ma nonostante ciò l’attenzione degli ascoltatori si vuole che sia alta.

Il grande successo in termini di ascolti delle trasmissioni radio può portarci a prendere in prestito alcune buone pratiche per migliorare la qualità delle lezioni sincrone.

Vediamole brevemente:

  • Buona capacità di parlare dello speaker: il docente deve avere una voce forte, saperne gestire la tonalità e dare maggior spessore agli argomenti importanti
  • Creare un dialogo: il docente deve esporre spesso idee di riflessione e creare interesse.
  • Buona qualità dell’audio: gli strumenti usati per la registrazione della voce devono essere di alta qualità per garantire che il messaggio arrivi chiaro a destinazione.
  • Dividere il programma in fasi: separare la lezione in segmenti spezzando la monotonia

L’interazione è la parola chiave, bisogna tenere alta l’attenzione comunicando e collaborando creando una vera e propria lezione dinamica in cui tutti possono lasciare il proprio segno; quest’ultimo deve essere poi raccolto ed utilizzato per ricalibrare la lezione e migliorare l’esperienza dei prossimi allievi.